10 punti a chi mi aiuta in "il fu mattia pascal"?

devo fare un compito per domani...devo rispondere a qst domanda: caratterizza le metamorfosi del protagonista, dal punto di vista fisico, sociale e psicologico. 10 punti a chi mi da la miglior risposta...aiutatemi...vi prego!!!!!!!!!!!!

Answer:
Il personaggio di Mattia, nel corso del romanzo presenta dunque varie trasformazioni.
Vive un’adolescenza spensierata ed agiata tra i vizi del padre e l’affetto della madre, ma cresciuto incontra la miseria, l’insoddisfazione di una vita familiare instabile e la frustrazione di un impiego poco dignitoso, rispetto a quella che era stata la ricchezza della sua gioventù.
La squallida realtà lo spinge a fuggire, alla ricerca della felicità e, con la decisione di “morire”, entra nel ruolo di Adriano Meis. L’incapacità di trovarsi in sintonia con se’ stesso lo convince a ritornare sui suoi passi, ma è troppo tardi: puo’ essere soltanto “ il fu”.

In conclusione, mentre il fidato amico Don Egidio afferma che senza la propria identità non è possibile vivere, Mattia Pascal, che nel romanzo racconta in prima persona i suoi “casi”, è convinto che non si può avere una vera e propria identità, ed ammette di non sapere con precisione chi è lui stesso.
La sua avventura gli ha insegnato che le inutili norme sociali, rendono l’uomo una marionetta. Per questo lui si rifiuta di continuare a recitare e decide di assumere il semplice ruolo di spettatore.

CONSIDERAZIONI
La genialita’ di Pirandello mi ha davvero molto colpita. E’ stupefacente la sua capacita’ di riassumere in un solo romanzo tanti temi così complessi ed importanti.
E’ stato difficile riuscire ad analizzarli, ma devo dire che mi hanno incuriosita particolarmente e che la lettura è risultata utile non solo a livello scolastico ma anche personale, in quanto mi ha permesso di pormi nuove domande e di trarne le mie considerazioni.
Lo stile dell’autore è coinvolgente, ed insieme al linguaggio alleggerisce la “pesantezza” degli argomenti trattati. La storia che Pirandello ha costruito per esporli è molto efficace, perfetta direi, perche’ le vicende del personaggio Mattia Pascal, nonostante siano ovviamente surreali, contengono tutte le tematiche senza troppe forzature.
Ciao Stellina,
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CIAO
Pirandello estrae la sua concezione della realtà umana, come un continuo, tragico, conflitto tra «forma» e «vita».


E Mattia Pascal è l'esemplare testimone di questa assurda condizione dell'uomo prigioniero delle maschere sociali «di marito, di moglie, di padre, di fratello e via dicendo», «di tutta quella soma di leggi, di doveri, di parole», contro cui lotta ininterrottamente, ma inutilmente la «vita». Il sentimento più interno, più profondo ed autentico che l'uomo ha della vita e di se stesso, la favilla rapita al sole da Prometeo per farne dono agli uomini (di cui Pirandello parla nel saggio L'umorismo), mai troverà «realtà fuori di sé». «Fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete e tristi che siano per cui noi siamo noi… non è possibile vivere».

Tutta la crisi storica ed esistenziale dell'uomo moderno viene così rappresentata in un romanzo, che proietta Pirandello in una dimensione europea (Il fu Mattia Pascal fu subito tradotto in tedesco), ma al tempo stesso lo isola nel panorama culturale italiano, tanto da essere stato per molto tempo poco apprezzato dalla critica, soprattutto sulla scia del giudizio negativo datogli da Benedetto Croce.

"Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal". Con questa frase ad effetto inizia "Il fu Mattia Pascal", che negli anni, si è rivelato il romanzo più caratteristico di Luigi Pirandello. Mattia, il protagonista del racconto, è figlio della rivoluzione copernicana, è un uomo senza più vocazioni né certezze. Pirandello mette in scena la singolare e grottesca vicenda di un personaggio sospeso tra la vita e la morte, tra essere e apparire, utilizzando il metodo dell’umorismo che permette di scomporre la realtà scoprendone la parte più nascosta e dolorosa.



Mattia, dal paesino della Liguria dove è nato e dove conduce un’esistenza monotona, per un caso fortuito e per un beffardo scherzo del destino viene identificato in un cadavere ritrovato suicida. Si ritrova così a trasferirsi a Roma e a cambiare identità "seppellendo" Mattia Pascal e "creando" un altro se stesso Adriano Meis. Libero della propria condizione anagrafica e degli schemi sociali che essa impone, si illude di poter costruire una nuova vita. Ma la disillusione è subito alle porte, egli, semplicemente, non esiste. La sua vitalità è quella di un fantasma senza volto, costretto a vivere, paradossalmente, di quell’identità che gli altri gli hanno accuratamente cucito addosso e di cui è impossibile liberarsi. Inscenando un nuovo suicidio torna, quindi, al suo paese di origine, per riappropriarsi di una vita che ormai gli è stata tolta per sempre. Il cerchio, finalmente, si chiude. Mattia ha rinunciato definitivamente a cercare una propria realizzazione e ha accettato una volta per tutte di rimanere sospeso tra la vita e la morte.


La sconfitta di Mattia assurge a sconfitta universale, nel momento stesso in cui ci accorgiamo che è condizione comune dell’uomo il tentativo di districarsi dalle maschere artificiali che dominano i rapporti sociali. E nel momento in cui ci rendiamo inesorabilmente conto dell’immobilità della nostra condizione "così, sempre, fino alla morte, senz’alcun mutamento, mai…"

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