A cosa è dovuta la depressione post-parto?



Answer:
Dopo la nascita di un bambino può capitare che la donna non si senta così felice come pensava di essere. Al contrario, può sentirsi triste senza motivo, irritabile, incline al pianto, “inadeguata” nei confronti dei nuovi ed impegnativi compiti che la attendono. Nella maggior parte dei casi questo stato d’animo e del tutto fisiologico e passeggero, nel giro di pochi giorni, questi sentimenti negativi passano e la donna può godere appieno della vicinanza del suo piccolo. Si parla in questi casi di “baby blues”, uno stato depressivo temporaneo e senza nessuna conseguenza.
la “depressione post-partum” invece può verificarsi indipendentemente dall’ordine di nascita del bambino: non è detto che una madre che non ne abbia sofferto in seguito alla nascita del primo figlio non possa soffrirne dopo la nascita di altri figli.
si possono identificare una serie di cambiamenti che avvengono dopo il parto e che possono portare ad uno stato depressivo:
Cambiamenti a livello fisico

- Il livello di ormoni quali l’estrogeno e il progesterone cade drammaticamente nelle ore successive al parto.

- Può essere presente una spossatezza dovuta al travaglio e al parto o alla necessità di riprendersi da un intervento chirurgico in caso di taglio cesareo.

Aspetti emotivi che possono influire sull’autostima della donna e sulla sua capacità di affrontare lo stress del puerperio

- Sensazione di inadeguatezza.

- Percezione di uno scarso sostegno da parte del partner.

- Aver vissuto di recente eventi stressanti importanti.

Credenze rispetto all’essere madre

- “La maternità è una questione di istinto”. Non è facile gestire un neonato. Alcuni aspetti della cura di un neonato vanno appresi, così come qualsiasi altra abilità nella vita.

- “Mio figlio sarà perfetto”. Non sempre (o quasi mai) i bambini sono così come ce li siamo immaginati. A cominciare dall’aspetto fisico, per non parlare dei ritmi sonno-veglia, dell’alimentazione, etc.

- “Sarò una madre perfetta”. Una donna può pensare di non essere all’altezza del suo compito, di essere inetta se non riesce a fare “tutto e bene”.

bisogna solo stare sereni e se si riscontrano certi sintomi che facciano pensare ad una depressione post-partum non bisogna esitare all'andare da una persona competente, la depressione post partum può avere conseguenze gravi sulla donna sul piccolo e sulla sua famiglia anche a lungo termine.
forse al peso ke prende la donna durante la gestazione
Malinconia.....una sensazione dolcissima,quasi languida che si divide fra la scoperta di un'amore superiore diverso e quindi sconvolgente,e il cambiamento interiore che sembra quasi ti laceri l'anima ,tanto è improvviso e diretto.
Associa questo al cambiamento di vita,alla sensazione di responsabilità,che ti dà una nuova vita,alla domanda frequente che ci fà"sarò in grado? ", "sarò una buona madre?".
Ecco che avviene la rottura interiore per chi è più fragile,
queste sono sensazioni che tutte le neo-mamme vivono,ma la fragilità,o l'associarsi di situazioni famigliari con varie problematiche,possono incidere molto,e portare così alla depressione post-parto.
ciao,parlando terra terra... la depressione post patum,e' causata principalmente dal ns fattore ormonale,dopo il parto infatti tutto il ns metabolismo cambia,il ciclo s'interrompe...e ora che anche la forma fisica torna nella norma ci vogliono 12 mesi,durante questo periodo si hanno notevoli mutamenti d'umore,fisici etc. x cui spesso si cade in depressione,non a tutte pero' succede o meglio c'e' chi la supera come fase critica momentanea,e chi purtroppo (se psicologicamente piu' fragile)ha bisogno di vere e proprie terapie,ma fondamentale e' il supporto psicologico e pratico dei famigliari.
è dovuto ad un periodo di estrema debolezza e vulnerabilità della donna dopo uno stravolgimento della sua vita e del suo corpo.. in genere è piu frequente in chi soffre o ha sofferto in passato di depressione o ansia e attacchi di panico.
La depressione post partum




Ci sono voluti ben cinquanta anni di studi, prima di riconoscere che la depressione post-parto sia un problema di salute. In tutti questi anni, i medici hanno riconosciuto alcune caratteristiche cliniche nella depressione che alcune donne provavano dopo la nascita di un figlio, come spiega Paul Appelbaum, presidente dell'American Psychiatric Association, l'associazione degli psichiatri americani.



Le crisi di pianto, i cambiamenti di umore e l'irritabilità che prova il 70% delle donne subito dopo il parto, non sono collegate alla depressione in quanto malattia. Nel 10-20% dei casi, alle nuove madri viene diagnosticata invece la depressione post-partum. Su ogni mille neomadri, una o due si ammaleranno di depressione accompagnata da psicosi, spiega sempre Appelbaum, uno specialista in questo tipo di disturbi.

"Queste donne sentono voci che dicono loro di far male a sé stesse o ai propri figli - aggiunge- o voci che sostengono che il bambino è posseduto dal diavolo e che quindi deve essere ucciso, per uccidere il diavolo che è in lui". Le donne che hanno sofferto di depressione post-partum, hanno il 50 per cento di possibilità in più di soffrirne ancora alla prossima - continua Appelbaum - e quelle che sono rimaste vittime di disturbi particolarmente gravi dovrebbero tenere in considerazione l'ipotesi di non avere figli.

I sintomi della depressione post-partum non sono diversi da quelli della depressione comune, spiega l'esperto. Tra questi, perdita d'appetito, difficoltà a prendere sonno o al contrario, a rimanere svegli, assenza d'interesse nei confronti del neonato e perdita di interesse nelle attività quotidiane. La vera e propria malattia, conosciuta con il termine di depressione post-partum, si distingue dalla forma più leggera di depressione, che affligge il 70% delle donne. Diverse, infatti sono la durata e gli effetti debilitanti, conseguenza dell'indifferenza che la madre ha nei confronti di se stessa e del proprio figlio.

La cura consiste solitamente nella somministrazione di antidepressivi, a seconda del fatto che la madre allatti o meno. Nei casi in cui la psicosi accompagna la depressione, Appelbaum sostiene che la cura a base di medicine deve avere la precedenza sugli altri trattamenti. Ci sono prove forti ma non decisive che la depressione post-partum sia legata ai cambiamenti ormonali che avvengono dopo la nascita di un figlio. Lo dimostrano ad esempio, i cambiamenti ormonali che subiscono alcune donne durante il ciclo mestruale e la relazione tra le fluttuazioni ormonali e l'inizio della depressione.

Quale aiuto dare? Traendo spunto dal libro Postpartum Husband di Karen Kleiman, direttore di un centro americano post-partum, dividiamo i consigli in pratici ed emotivi. Tra quelli pratici, il consiglio è di aiutare nei lavoretti domestici e nel guardare i bambini, facendo così in modo che le donne non si sentano oppresse. Dal punto di vista emotivo, invece, le neomamme possono essere aiutate offrendo loro il proprio appoggio durante le crisi di pianto o la propria disponibilità ad ascoltare. Ma prima di fare qualsiasi cosa, avverte Karen, è fondamentale che i mariti chiedano alle loro compagne se preferiscono essere lasciate sole o confortate durante le crisi di pianto e se desiderino l'aiuto della propria madre con la casa e i bambini.

"Chiedere" è importante, perché quello che può sembrare ai mariti una buona idea, non lo è necessariamente per le mogli. Inoltre bisogna stare attenti a ciò che si dice: dire ad una donna di smettere di essere triste o di essere grata per avere un figlio, può avere effetti negativi, perché le donne hanno bisogno di sentire che le proprie famiglie accettano i loro sentimenti e le loro paure. Infine, Kleiman incoraggia gli uomini a partecipare alle sessioni terapeutiche insieme alle proprie mogli, altrimenti rimangono a casa senza essere a conoscenza di ciò che sta accadendo.
Ti riporto una risposta che ho trovato nell'"archivio " di answers, dato che io non ho ancora figli, ma da 7 anni soffo di depressione a causa dell'anoressia
"Anche io ne ho sofferto. Quello che ho imparato della depressione è che non è mai uguale, varia da persona a persona e così il suo decorso. Ci sono soggetti che sono particolarmente soggetti alla depressione, che ne soffrivano già prima del parto. E' il mio caso. Rimasta incinta (anche la mia una gravidanza desideratissima) ho smesso di prendere gli psicofarmaci che già prendevo. Ho trascorso 9 mesi splendidi (e sono sicura che gli ormoni della gravidanza hanno aiutato parecchio). Poi ho partorito. 2 giorni dopo il parto la depressione più totale. Non il comune "baby blues"...Per farla breve, vedevo la morte come unica soluzione. Tornata a casa mi sono recata dal mio medico che è anche psichiatra. Mi ha prescritto una cura da fare subito. Un sacco di pastiglie che mi facevano dormire la maggior parte del tempo. Non ho potuto dare il mio latte al bambino, ovviamente. Dopo tre mesi di cura ho iniziato ad avere i primi benefici. La mia situazione è particolare, però, perchè mio figlio è nato con una malformazione (niente di grave), ma a 3 mesi è stato operato e quindi la disperazione si aggiungeva ad altra disperazione. Cmq, dopo un anno sono stata definitivamente BENE".
Seguono poi alcuni consigli: parlare con le persone che ti circondano per non isolarti, ma evitare chi dice le classiche frasi: "Tirati su", "Tutto dipende da te", quando in realtà niente dipendeva da me, perchè la depressione è una malattia e va curata. Il cervello è un organo come tutti gli altri e si può ammalare. Ma la cura c'è.
Cerca di trovare i tuoi spazi e, per quanto possibile, di assecondare i tuoi desideri. E' importante che ti ritagli del tempo per se stessa e che tu faccia le cose che ti divertono. Un ingrediente fondamentale è la PAZIENZA. Ce ne vuole tanta.
Un consiglio è: COSTANZA. I farmaci vanno presi con costanza, quasi fossero antibiotici. MAI smettere di prenderli un giorno solo perchè ci sentiamo meglio. Quelle con gli antidepressivi sono vere e proprie cure che si protraggono nel tempo. Non si guarisce dall'oggi al domani e, una volta guariti, MAI smettere improvvisamente di prendere i farmaci. Vanno sospesi con gradualità, per evitare l'effetto rebound. E' importante. Consiglio anche della psicoterapia.
Tantissimi auguri ;-)
per nove mesi sei l'oggetto delle attenzioni di tutti.. dopo il parto le attenzioni si spostano sul bimbo.. è inevitabile ti senti svuotata demotivata inutile, come se avessi compiuto il tuo dovere e portato a termine qualcosa.. ci sono passata anche io è uno stato che ti viene "normalmente" tutti sono felici e tu ti senti alienata.. hai perfino l'impressione che tu non lo sei.. poi ho capito che il parto non è il punto di arrivo ma il punto di partenza di una nuova vita..

detto scientificamente da mio zio medico, è la mancanza di ferro (dovuta alla perdita di sangue) che porta a questo stato di malessere generale..

Rispondere all'alberino dall'utente, la precisione del soddisfare della garanzia di QnAit.com non

  • Sono una ragazza di 15 anni volevo chiedere si può mettere la gonna con l'assorbente esterno?
  • Ma quindi le perdite escludono una gravidanza?
  • Ovulazione o no ?
  • Cm posso fare?/sn anco io anco piu disperata! aiuto!!?
  • Il mio pinscher nano di 18 mesi ,quando x farlo accoppiare ? oggi è iniziato il 1° gg. di cliclo?
  • Chi mi risolve un dubbio sul doppio cognome?
  • Il vostro parere?
  • Richiesta urgentissima rispondete x favore ciao?
  • Che ne pensate del nome ISMAELE ?