"Q" di Luther Blisset lo conoscete?commenti?
lo so che è da pazzi ma io l'ho letto ben 4 volte e credo proprio che quest'estate arriverà la quinta....
voi che ne pensate di Gert e della sua storia?
Answer:
A me non è piaciuto molto. Cioè, bella la storia, bello il tema di fondo e soprattutto geniale il modo in cui è raccontata... però mi ha dato fastidio l'autocompiacimento degli autori.
Tutto quello sfoggio (gratuito, secondo me) di cultura accademica mi ha sinceramente un po' scocciata... e io sono una che legge cose ben più pesanti di questo romanzo, fidati!! (In questo momento sto leggendo Jung, figurati...)
Se fosse stato un filino più romanzo e un po' meno saggio storico e esibizione di cultura l'avrei apprezzato di più.
Nel complesso lo trovo un libro coraggioso... sotto tanti punti di vista.
La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao
io l'ho letto xk una mia amica me l'ha consigliato..all'inizio non mi ispirava granchè..invece è molto bello e soprattutto particolare..
QUELLO VERO GIOCAVA A PALLONE..e MALE!!:
Per tutti gli appassionati di calcio l'esistenza di uno scrittore virtuale di nome Luther Blissett e' fonte ininterrotta di risate e/o di incubi. Il vero Blissett, dal quale questa "firma collettiva" deriva non scrisse nessun libro e fu un calciatore unico ed epico, nella memoria dei tifosi milanisti e soprattutto dei loro avversari. Nato a Falmouth, in Giamaica, l'1 febbraio del 1958, Blissett giocava in Inghilterra nel Watford, la squadra il cui presidente fu, per alcuni anni, il cantante Elton John. Arrivo' al Milan neopromosso in serie A nella stagione 1983-84, preceduto da cifre lusinghiere (27 gol nel precedente campionato inglese). Al Milano tali cifre divennero disastrose: in un campionato, gioco' 30 partite, segnando 5 gol e divertendo moltissimo i tifosi (avversari). Sbagliava gol a valanga: non a caso in Inghilterra lo avevano soprannominato "miss it" ("ciccala" o "sbagliala"). Entro' nella leggenda sprecando un rigore in una delle sue prime apparizioni, in Coppa Italia: lo tiro' altissimo, nei popolari, e il pubblico milanista lo applaudi'. Fosse stato nell'Inter lo avrebbero linciato: l'amore dei milanisti per questa incommensurabile pippa rimane una delle fondamentali testimonianze sulla differenza psicologica fra le due tifoserie milanesi. Forse l'idea del Blissett virtuale nacque proprio dalla battuta tipica degli interisti: confrontando i gol che segnava in Inghilterra con quelli che sbagliava in Italia, insinuavano che dal Watford avessero mandato un suo fratello brocco. Insomma, chi fu il vero Blissett? Ancora oggi brancoliamo nel buio. !!
Q: il marchio dell'infamia.....
lo rileggerei.....
conosco il libroe dev dire che è molto ben scritto la storia è molto bella e avvincente ti consiglio christus libro siu Thomas Muster che io per caso ho letto subito di seguito a Q e devo dire che mi illuminato parecchi pezzi della storia di gert che mi rimaneva un po oscuri!!!veramente valido come libro ripeto ma non lo consiglierei a tutti sia per il tema trattato di cui bisogna avre una buona conoscenza per capire tutti i passaggi e i rapporti che intercorrono tra i vari personaggi.
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