...qualche bella poesia?
Answer:
Non esiste Silenzio al Mondo – silenzioso
Quanto quello subìto – che se detto
Lascerebbe la Natura sgomenta
E il Mondo preda dell'ossessione.
E.Dickinson
Almeno che mi illuda ingannandomi ora
per non sentire il vuoto della vita.
Vi fui così vicino tante volte
ma mi paralizzò la mia viltà;
perchè restare con le labbra chiuse
mentre la vita vuota mi piangeva dentro
e vestivano a lutto i desideri?
Esser così vicino tante volte
agli occhi e alle labbra sensuali,
al corpo amato che sognavo.
Esser così vicino tante volte
Costantino Kavafis
No desfallezcas
si no
me encuentras
pronto.
Si no estoy en un lugar,
búscame en otro.
En algún lugar
te estaré
esperando.
(Walt Whitman
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
NERUDA
Non cè luce per leggere il tuo cuore.....Nessun colore per dipingere il nostro amore.....anonimo...
tutte quelle di pablo neruda sono favolose ma in particolare questa è la mia preferita:
Per il mio cuore...
Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.
E' in te l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.
Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.
Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.
non ti vengono i brividi?
Tutte , ma proprio tutte, tutte, tutte le poesie di Nazim Hikmet, ma anche Neruda, Garcìa Lorca...italiane dai classici Pascoli, Foscolo, Ungaretti, D'Annunzio, fino ai più contemporanei Montale, Quasimodo...adoro Alda Merini...e mi piacciono anche le filastrocche di Gianni Rodari! Hihihi!!!
Ma è difficile scegliere, troppi bravi poeti a questo mondo!
Comunque te ne scrivo una a caso, tante e troppo belle le sue poesie, di Hikmet...
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Ugo Foscolo
[1] "Alla sera"
Metro: sonetto (ABAB, ABAB, CDC, DCD)
Forse perché della fatal quïete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni, 4
e quando dal nevoso aere inquïete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni. 8
Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme 11
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge. 14
Guido Gozzano
Il giuramento
Ritorna col redo,
mi guarda sott'occhi;
un bacio le chiedo:
mi fissa nelli occhi
con occhi sicuri -
e vuole
che giuri.
- O molle trifoglio,
o mani di gelo!
Che bene ti voglio!
Ti giuro sul cielo! -
Solleva una mano,
mi dice:
"è lontano!".
- Che sete di baci!
Morire mi pare.
Ah! Come mi piaci!
Ti giuro sul mare! -
Riflette un secondo,
mi dice:
"è profondo!".
Biancheggia sospesa
in fondo al tratturo
la Chiesa. - Ti giuro
fin sopra la Chiesa! -
Sorride bambina,
mi dice:
"è calcina!".
- Il fieno ci copra.
Ah! T'amo di fiamma!
Ti giuro fin sopra
la testa di mamma: -
Mi guarda supino,
mi dice:
"assassino!".
M'irride, ma poi
si piega "...m'inganni?"
- Ti giuro, se vuoi,
pei belli vent'anni! -
Solleva lo sguardo,
mi dice:
"bugiardo!".
Guido Gozzano
Della testa di morto
Acherontia Atropos
D'estate, in un sentiero di campagna,
v'occorse certo d'incontrare un bruco
enorme e glabro, verde e giallo, ornato
di sette zone oblique turchiniccie.
Il bruco errava in cerca della terra
dove affondare e trasmutarsi in ninfa;
e dalla gaia larva, a smalti chiari,
nasceva nell'autunno la più tetra
delle farfalle: l'Acherontia Atropos.
Certo vi è nota questa cupa sfinge
favoleggiata, dal massiccio addome,
dal corsaletto folto, con impresso
in giallo d'ocra il segno spaventoso.
Natura, che dispensa alle Dïurne
i colori dei fiori e delle gemme,
Natura volle l'Acherontia Atropos
simbolo della Notte e della Morte,
messaggiera del Buio e del Mistero,
e la segnò con la divisa fosca
e d'un sinistro canto. L'entomologo
tuttora indaga come l'Acherontia
si lagni. Disse alcuno, col vibrare
dei tarsi. Ma non è. Mozzato ho i tarsi
all'Acherontia e s'è lagnata ancora.
Parve ad altri col fremito dei palpi.
Io cementai di mastice la bocca
all'Acherontia e s'è librata ancora
per la mia stanza, ha proseguito ancora
più furibondo il grido d'oltretomba;
grido che pare giungere da un'anima
penante che preceda la farfalla,
misterïoso lagno che riempie
uomini e bestie d'un ignoto orrore:
ho veduto il mio cane temerario
abbiosciarsi tremando foglia a foglia,
rifiutarsi d'entrare nella stanza
dov'era l'Acherontia lamentosa.
L'apicultore sa che questo lagno
imita il lagno dell'ape regina
quando è furente contro le rivali
e concede alla sfinge d'aggirarsi
pei favi, sazïandosi di miele.
L'operaie non pungono l'intrusa,
si dispongono in cerchio al suo passaggio,
con l'ali chine e con l'addome alzato,
l'atteggiamento mite e riverente
detto "la rosa" dall'apicultore.
E la nemica dell'apicultore
col triste canto incanta l'alveare.
All'alba solo, quando l'Acherontia
intorpidita e sazia tace e dorme,
l'operaie decretano la morte.
Depone ognuna sopra l'assopita
un granello di propoli, il cemento
resinoso che tolgono alle gemme.
E la nemica è rivestita in breve
d'una guaina e non ha più risveglio.
L'apicultore trova ad ogni autunno,
tra i favi, questi grandi mausolei.
Farfalla strana, figlia della Notte,
sorella della nottola e del gufo,
opra non di Natura, ma di dèmoni,
evocata con filtri e segni e cabale
dalle profondità d'una caverna!
Bimbo, ricordo, per le mie raccolte,
sempre immolai con trepidanza questa
cupa farfalla, quasi nel terrore
di suscitare con la fosca vittima
l'ira d'una potenza tenebrosa.
E anche perché l'Atropo mi parla
di cose rare, dell'antiche ville.
Sul canterano dell'Impero, sotto
la campana di vetro che racchiude
le madrepore rare e le conchiglie,
sta quasi sempre l'Acherontia Atropos
depostavi da un nonno giovinetto.
L'Acherontia frequenta le campagne,
i giardini degli uomini, le ville;
di giorno giace contro i muri e i tronchi,
nei corridoi più cupi, nei solai
più desolati, sotto le grondaie,
dorme con l'ali ripiegate a tetto.
E n'esce a sera. Nelle sere illuni
fredde stellate di settembre, quando
il crepuscolo già cede alla notte
e le farfalle della luce sono
scomparse, l'Acherontia lamentosa
si libra solitaria nelle tenebre
tra i camerops, le tuje, sulle ajole
dove dianzi scherzavano i fanciulli,
le Vanesse, le Arginnidi, i Papilî.
L'Acherontia s'aggira: il pippistrello
l'evita con un guizzo repentino.
L'Acherontia s'aggira. Alto è il silenzio
comentato, non rotto, dalle strigi,
dallo stridio monotono dei grilli.
La villa è immersa nella notte. Solo
spiccano le finestre della sala
da pranzo dove la famiglia cena.
L'Acherontia s'appressa esita spia
numera i commensali ad uno ad uno,
sibila un nome, cozza contro i vetri
tre quattro volte come nocca ossuta.
La giovinetta più pallida s'alza
con un sussulto, come ad un richiamo.
"Chi c'è?" Socchiude la finestra, esplora
il giardino invisibile, protende
il capo d'oro nella notte illune.
"Chi c'è? Chi c'è?" "Non c'è nessuno. Mamma!"
Richiude i vetri, con un primo brivido,
risiede a mensa, tra le sue sorelle.
Ma già s'ode il garrito dei fanciulli
giubilante per l'ospite improvvisa,
per l'ospite guizzata non veduta.
Intorno al lume turbina ronzando
la cupa messaggiera funeraria.
Ne esistono talmente tante!!!
Per gli italiani: Dante (tutto il Paradiso), Vittorio Sereni (ad es. Niccolò), Ugo foscolo (A Zacinto e I Sepolcri), Antonio Porta.
Per gli stranieri:
"Urlo" e "Kaddish"di Ginsberg, W. Blake, W.H.Auden, Novalis, Neruda.
Mi risulta estremamente difficile consigliartene uno rispetto all'altro.
Per mia scelta tra tutti: Dante, Foscolo, Ginsberg, Auden.
La divina comedia, è il massimo.
Questa domanda e' la piu' complicata che abbia mai letto!
Ci sono davvero troppi grandi poeti e le poesie sono davvero peronali e quindi molto difficili da consigliare. Hanno pero' un pregio, quello di essere inquadrabili in pochi secondi. Ovvero tu vai in una libreria, prendi in mano un libro, ne leggi una a caso e capisci se e' un poeta che hai voglia di avere in libreria. Se non conosci tanto il genere posso farti un elenco di un po' di nomi tanto per iniziare la tua ricerca ma poi dovresti decidere tu leggendone almeno una di ognuno (cosa che in una libreria portera' via si' o no una o due ore..quindi molto fattibile). cerchiamo di esporli con un qualche ordine:
CLASSICI:
Saffo (e tutti i lirici graci che trovi spesso insieme)
Properzio
Catullo
Virgilio (ma tradotto per me vale poche perche' l'unica cosa davvero interessante nelle sue poesie e' il suono)
Orazio
..ci sarebbe anche Tibullo (ma a me personalmente dice davvero poco)
ITALIANI:
Cavalcanti
Dante (ma a mio avviso letto Cavalcanti come poeta Dante lascia il tempo che trova...a parte picciola barca)
Petrarca
e il rinascimento in generale...ma quando hai Cavalcanti e Petrarca...in un certo senso li hai tutti...puoi passare oltre.:)
Leopardi
Foscolo
D'Annunzio (le poesie sono meglio dei romanzi anche se meno note)
Pascoli
ungaretti
Montale
Quasimodo
Palazzeschi
Gozzano (a me piace molto anche se difficilmente lo fanno studiare a scuole)
ma anche poeti in seconda istanza (ovvero conosciuti principalmente come romanzieri) come Pasolini Pavese etc
STRANIERI (qui ne conosco meno perche' i poeti piu' di tutti andrebbero letti in lingua originale)
Shakesperae
Whitman
Neruda
Hikmet
Rilke
Pessoa
Forse Pessoa e Rilke sono i miei favoriti tra gli stranieri...ma anche Hikmet...non lo so..e' troppo difficile scegliere e grazie al cielo non e' necessario..perche' non c'e' un limite ai poeti che uno puo' leggere!:P
e poi arrivano ovviamente tutti i "miei" amati poeti maledetti:
Verlaine
Rimbaud
Baudelaire
Mallarme'
ce ne sono tantissimi altri che ho letto negli anni e che ho trovato davvero bellissimi ma non mi vengono assolutamente in mente (vista l'ora spero potrai comprendere...sono un po' stanca!:P)
e altri che ho tralasciato perche' invece non mi sono piaciuti affatto (come il nostro Manzoni)
Quello che ti consiglio e' una cosa che io ho fatto tanti anni fa anni. Compravo (e credo che si trovino ancora) i Miti poesia che costano poco e ti permettono di conoscere anche poeti meno noti e poi se il poeta mi piaceva andavo di corsa a comprarmi un suo libro...perche' le raccolte sono molto sommarie, le traduzioni non particolarmente buone e soprattutto l'edizione orribile (e per me l'edizione quando la stringo in mano...conta)....Saffo in un librino con la copertina fuxia non e' completamente se stessa :)
Commento:Ho letto le risposte e ci sono molti bei consigli ma per quanto ami la Divina Commedia...i poemi (Iliade, Odissea, Il de rerum, Eneide, Divina Commedia, Orlando Furioso, Orlando Innamorato, Gerusalemme Liberata etc) non sono poesie anche se hanno la rima (sono un genere completamente diverso anche se in entrambi i casi l'autore si definisce poeta!)
Leopardi; tra i poeti maledetti francesi c''e l'imbarazzo della scelta!
Non smettere mai
di correre verso il traguardo,
non smettere mai
di essere te stesso,
lotta sempre per ciò ke desideri,
vivi per la tua vita,
ama chi ti ama,
sogna sempre mete impossibili,
regalati ogni istante
attimi di vita eterna
e in tutto questo immenso vivere
non dimenticare mai
il bene che ti voglio...
Fendy
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